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| MusicbOOm.it (25 01 2005) Magoni/Spinetti - Musica NudaI veri evergreen sono pochi: brani che resistono al tempo ed agli eventi, indelebili per decenni nelle menti di milioni di ascoltatori, alfieri del pop propriamente inteso che primeggiano sul terreno delle vendite, della critica e ? punto pi? importante ? su quello della sana affezione di massa. Questo sparuto gruppo di brani si identifica tra le altre cose, com?? ovvio, per una riconoscibilit? immediata: ed ? su questo aspetto fondante che Petra Magoni e Ferruccio Spinetti si basano quando, per costituire questo Musica Nuda, scelgono di ridurre all?osso la strumentazione utilizzata per riproporre le proprie sedici scelte. Un contrabbasso ed una voce. E c?? sotto probabilmente qualcosa di assimilabile ad un teorema: se c?? bisogno di altro, vuol dire che non sono evergreen, che non li si pu? cantare sotto la doccia, e che quindi sarebbero anomali in questa raccolta. Quindi: Roxanne, Sacrifice, Nature Boy; Battisti, Bacharach, persino la Gaynor. In un duetto intimo, accogliente, quasi familiare: ti si invita ad entrare, ad aggiungerti a loro, ad aggiungerci un rullante, un grappolo di pianoforte, una schitarrata per i born to be wild. E? musica nuda ma non stuprata, anzi accarezzata, a volte forse schiaffeggiata ma a fin di bene, per non cadere nella pletora infinita degli omaggi pedissequi, senza sostanza. Una musica che, scopriamo, senza pendagli acquista nuova luce, guadagna vigore. E? emblematico che la Magoni ? versatile vocalist che ha conosciuto stelle e stalle, da Paolo Belli a Stefano Bollani ? e Spinetti ? che invece con i suoi Avion Travel ha scelto di portare un po? di stelle in posti che parevano destinate a rimanere stalle per sempre ? scelgano McCartney per la partenza e Lennon per la conclusione: dai baronetti parte la storia del pop, a loro ? impossibile non ricondurla. Dentro ci sono piccoli gioielli: non solo Blackbird, ancora il McCartney pi? dolce dell?album bianco, ma anche Guarda Che Luna, che vanta un acuto portentoso sulla chiusa, un inno immarcescibile come Raindrops Keep Falling On My Head ed una puntata sulle note blu con How Insensitive, impreziosito da una introduzione in cui Spinetti estrinseca con chiarezza e semplicit? le proprie virt? di strumentista ed arrangiatore. Il picco dell?album, tuttavia, ? piazzato al numero quattordici: una Nature Boy sorprendente, che lascia senza fiato per un arrangiamento a met? tra pulsioni blues e tendenze quasi noise e si stanzia di diritto tra le riproposizioni pi? coraggiose e interessanti del fortunato brano di Ahbez. Sedici tracce in cui c?? la riverenza e la passione, l?omaggio e lo sfregio: i due musicisti italiani si producono in una prova talvolta davvero avvincente (ma sempre, comunque, convincente). I veri vincitori, comunque, sono i suddetti evergreen: loro, che per ognuno di noi rimangono pezzi di cuore, nudi o vestiti che siano. Carlo "Cruel" Crudele |